Le scarpe antinfortunistiche vengono utilizzate ogni giorno in condizioni spesso impegnative: pavimenti abrasivi, polvere, umidità, urti, piegamenti continui e molte ore trascorse in piedi.
È quindi normale che con il tempo suola, tomaia e altri componenti inizino progressivamente a usurarsi.
Ma ogni quanto bisogna cambiare le scarpe antinfortunistiche?
Non esiste una durata identica per tutti i modelli. Una calzatura utilizzata quotidianamente in cantiere può essere sottoposta a sollecitazioni molto diverse rispetto a una scarpa indossata in magazzino, in officina o in laboratorio.
Più che affidarsi soltanto al tempo trascorso dall’acquisto, è quindi importante imparare a riconoscere i principali segnali di usura delle scarpe da lavoro.
Le scarpe antinfortunistiche hanno una scadenza?
Una delle domande più frequenti riguarda proprio la scadenza delle scarpe antinfortunistiche.
In realtà non è possibile stabilire una durata universale basandosi soltanto su mesi o anni.
La vita utile può dipendere da numerosi fattori:
- frequenza di utilizzo;
- ambiente di lavoro;
- tipo di pavimentazione;
- presenza di acqua, oli, polvere o altri agenti;
- modalità di pulizia;
- materiali della calzatura;
- modalità di conservazione.
Anche una scarpa utilizzata poco può deteriorarsi nel tempo se viene conservata in condizioni non corrette.
Per questo motivo è importante controllare periodicamente le condizioni della calzatura.
1. La suola è molto consumata
La suola è uno degli elementi che permettono di capire più facilmente lo stato della scarpa.
Con l’utilizzo il battistrada tende progressivamente a consumarsi.
Se il disegno della suola è ormai molto ridotto, alcune zone risultano completamente lisce oppure l’usura è particolarmente irregolare, è opportuno valutare la sostituzione.
Una suola molto deteriorata può inoltre modificare il modo in cui il piede appoggia durante la camminata e rendere la calzatura meno confortevole durante molte ore di lavoro.
2. Sono presenti tagli, crepe o parti scollate
Un altro controllo importante riguarda la tomaia e il punto di unione con la suola.
Crepe profonde, aperture, parti scollate o materiali che iniziano a separarsi sono segnali da non trascurare.
Lo stesso vale per tagli importanti sulla tomaia.
Una piccola abrasione superficiale non significa necessariamente che la scarpa debba essere sostituita immediatamente, ma un danno strutturale richiede maggiore attenzione.
3. Il puntale ha subito un forte urto
Una scarpa antinfortunistica non deve essere valutata soltanto osservando la parte esterna.
Se il puntale ha subito un impatto importante, è opportuno controllare attentamente la calzatura.
Un componente protettivo può infatti aver subito una deformazione o un danneggiamento non immediatamente evidente dall’esterno.
Se dopo l’urto si percepiscono deformazioni, pressione sulle dita oppure cambiamenti nella forma della scarpa, è consigliabile valutarne lo stato prima di continuare a utilizzarla.
4. La scarpa non mantiene più la forma
Con il tempo i materiali possono perdere parte della propria struttura.
La zona del tallone può cedere, la tomaia può deformarsi e la scarpa può diventare meno stabile.
Se il piede tende a muoversi molto più del solito all’interno della calzatura oppure la scarpa appare visibilmente deformata, può essere un segnale di usura avanzata.
5. La scarpa non è più confortevole come prima
Non tutti i segni di deterioramento sono immediatamente visibili.
Dopo un utilizzo prolungato, alcuni materiali dell’intersuola possono progressivamente perdere parte della capacità di assorbire le sollecitazioni.
Il lavoratore può accorgersene perché avverte una sensazione diversa durante la camminata oppure un maggiore affaticamento rispetto al passato.
Quando una scarpa che inizialmente risultava comoda diventa improvvisamente rigida o poco piacevole da utilizzare, vale la pena controllarne lo stato complessivo.
6. Il battistrada si consuma soltanto da un lato
Un’usura molto irregolare della suola può dipendere dal modo di camminare, dal tipo di attività svolta o dalle superfici sulle quali si lavora.
Quando una parte della suola è molto più consumata delle altre, la scarpa può diventare meno stabile.
Osservare il battistrada consente quindi non soltanto di capire quanto è stata utilizzata la calzatura, ma anche come si sta consumando.
7. Le scarpe non sono più adatte al lavoro svolto
Può essere necessario sostituire le scarpe anche se sono ancora in buone condizioni.
Succede, per esempio, quando cambia l’attività svolta o quando il lavoratore viene trasferito in un ambiente con esigenze differenti.
In questo caso il problema non è l’usura: semplicemente, la calzatura utilizzata in precedenza potrebbe non avere più le caratteristiche appropriate per il nuovo impiego.
Quanto durano le scarpe antinfortunistiche?
È comprensibile voler conoscere un numero preciso, ma stabilire una durata standard delle scarpe antinfortunistiche può essere fuorviante.
Due paia dello stesso modello possono infatti avere una vita molto diversa.
Un artigiano che utilizza le scarpe ogni giorno su superfici abrasive può consumarle molto più velocemente rispetto a chi le indossa soltanto occasionalmente.
Per questo la domanda più utile non è semplicemente “quanto durano?”, ma piuttosto “in quali condizioni si trovano le mie scarpe?”.
Un controllo visivo frequente è uno dei modi più semplici per accorgersi rapidamente dei primi segnali di deterioramento.
Come far durare più a lungo le scarpe da lavoro
Una corretta manutenzione può contribuire a preservare più a lungo i materiali.
Dopo il lavoro è utile eliminare sporco e residui, soprattutto quando la scarpa è stata utilizzata in ambienti polverosi o fangosi.
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Se è bagnata, dovrebbe asciugare gradualmente in un ambiente ventilato, evitando fonti di calore eccessivamente intense che potrebbero danneggiare alcuni materiali.
È inoltre importante seguire sempre le indicazioni di pulizia del produttore.
Quando possibile, alternare due paia di scarpe permette inoltre ai materiali interni di asciugarsi completamente tra un utilizzo e l’altro.
Comfort e sicurezza devono andare insieme
Una scarpa da lavoro può avere caratteristiche tecniche adeguate, ma deve anche essere scelta correttamente per chi la indossa.
Taglia, forma, peso e struttura incidono molto sul comfort durante la giornata.
Una calzatura troppo larga può muoversi sul piede, mentre una troppo stretta può creare pressione e fastidio.
Per chi trascorre molte ore in piedi è quindi importante valutare protezione e comodità come due aspetti complementari.
Come scegliere le nuove scarpe antinfortunistiche
Quando arriva il momento della sostituzione, non è detto che si debba acquistare automaticamente lo stesso modello.
Può essere utile rivalutare le proprie esigenze:
- dove vengono utilizzate le scarpe;
- per quante ore al giorno;
- quali sono le caratteristiche dell’ambiente di lavoro;
- se sono preferibili modelli bassi o alti;
- se è richiesta particolare leggerezza;
- quale tipo di vestibilità risulta più confortevole.
Nella sezione dedicata all’antinfortunistica di Ferramenta Respighi è possibile consultare scarpe antinfortunistiche, abbigliamento da lavoro e altri dispositivi destinati a differenti attività professionali.
Controllare regolarmente le proprie calzature e sostituirle quando mostrano segni importanti di deterioramento aiuta a mantenere un equipaggiamento adeguato alle condizioni di lavoro.
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